Consorzio Apicoltori Gorizia - FVG
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Lavori di gennaio

Gennaio, nelle nostre zone, è generalmente il mese pi ù freddo anche se possono presentarsi delle giornate assolate con temperature massime superiori ai 10° C. In questo caso le api possono uscire, scaricare l´ampolla rettale e raccogliere il primo polline. La prima piante a fiorire, possibile fonte di polline, è il nocciolo (Corylus avellana). Dal mese di gennaio è importante conoscere la forza della famiglia, quanti sono i telaini occupati dalle api e l´entità della scorte, in mancanza delle quali è necessario integrarle con candito. Fino a questo periodo le api dovrebbero aver consumato circa un terzo delle scorte perchè il consumo maggiore avverrà da qui in poi con l´inizio della deposizione da parte della regina (vedi consigli degli esperti e pagina tecnica).
Il controllo dell´ attività delle famiglie si può effettuare anche mediante l´esame dei residui presenti sul fondo delle arnie dotate di cassetto estraibile, introdotto da quando c´è la necessità di combattere la Varroa. Fino al momento ottimale per effettuare la visita della famiglia (Temperatura di almeno 10-12° C) questo è un sistema valido, soprattutto nel periodo invernale. Di seguito si riportano alcune indicazioni utili per poter "leggere" i residui del fondo. Il materiale, in parte, è tratto da "Guida pratica di Apicoltura con agenda-lavori" di G. Bosca, edizioni IL CASTELLO. Le foto sono originali (apiario dell´ITA "G. Brignoli" di Gradisca d´Isonzo).
 
fondo completo
 
Fondo di un´arnia fotografato l´11 di febbraio 2006, tre settimane circa dopo il trattamento con acido ossalico sublimato. La famiglia in questione occupa circa cinque telaini e risulta piccola. Si notano in alto a sinistra una zona con frammenti di opercoli di celle con miele. Si nota la zona del glomere (frammenti scuri) e a destra (zona anteriore dell´arnia) i frammenti di candito utilizzato per l´alimentazione di soccorso. Molte le varroe cadute presenti nella zona del glomere. Per i particolari guardare le foto in basso. Clicca sulla foto sopra per vedere l´immagine ingrandita (1 MB JPEG).
     
opercoli cera  
Particolare dei frammenti di cera degli opercoli di celle con scorte di miele.
     
glomere  
Particolare della zona del glomere: si notano frammenti di opercoli scuri (covata), le varroe cadute e pallottole di polline (importazione recente).
     
candito  
Zona anteriore dell´alveare. Scaglie di candito posizionato anteriormente e sopra la zona del glomere. I frammenti di candito indicano l´attività di nutrizione da parte delle api.
     

Dall´esame dei residui sul fondo si possono ricavare le seguenti informazioni:

  • I residui sono disposti a strisce che corrispondono alle zone tra i telaini;
  • il colore chiaro deriva dall´attività di disopercoltura delle cellette contenenti miele (scorte) da parte delle api; il colore pi ù scuro deriva dagli opercoli contenenti covata;
  • i residui indicano la posizione del glomere e la sua grandezza;
  • l´aumento della grandezza del glomere (residui scuri) indica un aumento della crescita della famiglia;
  • se non c´è aumento è necessaria una visita (può mancare la regina, necessità di riunione);
  • se vi sono scagliette di cera nuova (scagliette trasparenti) vuol dire che ci sono ceraiole pronte a costruire favi (introdurre fogli cerei);
  • frammenti grossolani di cera indicano saccheggio;
  • cristalli zuccherini in grande quantità indicano miele cristallizzato che viene asportato dalle api perchè non riescono ad utilizzarlo;
  • pallottole di polline indicano importazione e presenza di covata;
  • frammenti di polline indurito o calcificato denotano presenza di micosi in qualche favo;
  • diarree e nosemiasi sono segnalate da abbondanti e anomale presenza di deiezioni (goccioline bruno-giallastre);
  • parti di pupe indicano abbandono della covata con asportazione della stessa;
  • zampe di api adulte indicano individui morti sul fondo che si rompono nel trascinamento verso l´esterno (elevata presenza di questi frammenti indicano morie per avvelenamento);